Uccidendo Draghi

Day 2 of 5 • This day’s reading

Devotional

Ammetti di avere un drago


Jack Kent ha scritto un libro per bambini intitolato There’s no such thing as a dragon! (“Non esistono i draghi!”). La storia parla di un ragazzino di nome Billy Bixbee, che al suo risveglio una mattina, rimase sorpreso trovando un simpatico drago nella sua stanza.


Quando lo riferì a sua madre, lei disse: “Non esistono i draghi!”. Subito il drago scese al piano di sotto e addirittura si sedette sul tavolo della cucina. Ma la madre di Billy lo ignorò, tutti lo ignorarono. Diventò subito così grande che, quando un camion passò di fianco alla loro abitazione, il drago lo inseguì lungo la strada, portando la casa dei Bixbee sulla schiena.


E se il mio drago fosse già fuori controllo? E se fosse cresciuto per anni e fosse un mostro in piena regola con tre teste e un proprio codice postale?


Per Billy Bixbee la soluzione stava nell’ammettere che c'era un drago. Ogni volta che riconosceva l'esistenza del drago, esso diventava sempre più piccolo. In parole povere, questo è il semplice principio di saper ammettere che hai un problema. Anche gli psicologi del mondo e i programmi in dodici passi - come quello usato dagli alcolisti anonimi - richiedono alle persone che vogliono aiuto di ammettere di avere un problema. Se non diventano sincere sui loro problemi, non potranno mai trovare la soluzione.