Logo dell'App Bibbia
Icona Cerca

GraceGiversCampione

GraceGivers

GIORNO 2 DI 5

Nel verso 18, oltre a leggere che questi ragazzi portavano quest’uomo sopra un lettuccio, si legge che: CERCAVANO DI FARLO ENTRARE E DI METTERLO DAVANTI A LUI!!!

Non solo prendono quest’uomo e se ne fanno carico, ma cercano con tutte le loro forze di portarlo davanti a Gesù.

Una domanda sorge spontanea: cosa siamo disposti a fare per portare una persona a Gesù?

Spesso, ci accontentiamo di invitare le persone in chiesa o ad una riunione speciale, magari approfittando del fatto che c’è quel predicatore che viene da lontano e ha un messaggio potente. Nulla di sbagliato, per carità, ma spesso mi rendo conto (e parlo per me) che portare le persone a Gesù non sempre significa portarle in chiesa, o meglio, non subito in chiesa.

Mi spiego: spesso siamo più portati a parlare alle persone della nostra dimensione ecclesiastica, cioè della nostra vita nella chiesa di cui facciamo parte, magari parlando delle tante attività che facciamo o spesso focalizzandoci sulle differenze dottrinali che possono esserci tra il nostro credo e un altro credo, insomma alla fine parliamo semplicemente di religione.

Così facendo perdiamo di vista la persona più importante che può veramente cambiare la vita delle persone: Gesù!

Parliamo di tutto, ma ci dimentichiamo di parlare di quello che Gesù ha fatto nella nostra vita e continua a fare ogni giorno.

Portare le persone a Gesù equivale a parlare della Sua persona e della Sua opera di grazia che ha fatto nella nostra vita; invitiamo le persone a leggere la Sua parola, a pregarlo in semplicità e poi dopo tutto il resto verrà da sé.

Questi ragazzi avevano compreso che solo Gesù poteva aiutare questo ragazzo, e ci hanno messo tutto l’impegno possibile per portarlo davanti a Lui, nonostante i tanti ostacoli, o come diremmo oggi tante barriere!

Può sembrare strano, ma quando cerchiamo di portare qualcuno a Gesù ci saranno sempre tanti ostacoli, tante barriere che vogliono impedire l’opera di Cristo; ed è lì che dobbiamo insistere, non dobbiamo arrenderci.

Ma oltre al fattore spirituale, scendendo più nel pratico, tante volte ci sono vere e proprie barriere fisiche.

Le cosiddette barriere architettoniche sono ancora presenti in tante chiese e impediscono purtroppo nel vero senso della parola l’accesso a chi vive una disabilità; che questo possa farci riflettere, affinché anche le nostre chiese possano essere dei luoghi accessibili per tutti.

Spesso si tende a spiritualizzare tutto, forse perché in fondo ci fa più comodo, ed è meno impegnativo; ma non dimentichiamo che la parola di Dio è un qualcosa che si deve tramutare in azione concreta e non soltanto restare teoria. Signore, aiutaci!!!

Mi piacciono questi ragazzi perché non si perdono in discorsi vani, magari senza mai arrivare ad una conclusione; ma subito passano all’azione: c’è una persona in difficoltà e bisogna portarla da Gesù.

Si sarebbero potuti anche arrendere alla prima difficoltà; ne avevano tutte le ragioni, invece no, si pongono come obiettivo di portare quel ragazzo davanti a Gesù.

Forse è da tempo che stai parlando a qualcuno di Gesù, o forse stai pregando per qualcuno ma non vedi esaudimento. Non scoraggiarti, continua a credere e insisti nel portare quella persona a Gesù.

Riguardo questo Piano

GraceGivers

Quattro uomini, un paralitico e tanta tanta fede!!! Chi vive una disabilità, si trova ogni giorno ad affrontare tanti ostacoli, tante barriere e tanti pregiudizi. Spesso ci si ritrova da soli con il proprio problema. Ma non fù così per quest’uomo che grazie alla fede di 4 amici realizzò un grande miracolo nella sua vita. Ecco la storia di quattro GRACEGIVERS. Buona lettura

More

Vorremmo ringraziare Gionatan Borrelli per aver fornito questo piano. Per ulteriori informazioni, visitare: www.facebook.com/gionatan.borrelli