Lettera ai Romani 1:2-15

NR94
Nuova Riveduta 1994

*Paolo, servo di Cristo Gesú, chiamato a essere *apostolo, messo a parte per il *vangelo di Dio, 2che egli aveva già promesso per mezzo dei suoi *profeti nelle sante Scritture 3riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di *Davide secondo la carne, 4dichiarato *Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santità mediante la risurrezione dai morti; cioè Gesú Cristo, nostro Signore, 5per mezzo del quale abbiamo ricevuto grazia e apostolato perché si ottenga l'ubbidienza della fede fra tutti gli stranieri, per il suo nome – 6fra i quali siete anche voi, chiamati da Gesú Cristo – 7a quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati santi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesú Cristo.
I sentimenti di Paolo verso i cristiani di Roma
(1 Te 1:2, 3, 8; 3:7-13) Ro 15:23-32
8Prima di tutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesú Cristo riguardo a tutti voi, perché la vostra fede è divulgata in tutto il mondo. 9Dio, che servo nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che faccio continuamente menzione di voi 10chiedendo sempre nelle mie preghiere che in qualche modo finalmente, per volontà di Dio, io riesca a venire da voi. 11Infatti desidero vivamente vedervi per comunicarvi qualche dono affinché siate fortificati; 12o meglio, perché quando sarò tra di voi ci confortiamo a vicenda mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.
13 Non voglio che ignoriate, fratelli, che molte volte mi sono proposto di recarmi da voi (ma finora ne sono stato impedito) per avere qualche frutto anche tra di voi, come fra le altre nazioni. 14Io sono debitore verso i Greci come verso i barbari, verso i sapienti come verso gli ignoranti; 15cosí, per quanto dipende da me, sono pronto ad annunziare il vangelo anche a voi che siete a Roma.