Sogni Riscattati

Giorno 2 di 7 • La lettura di oggi

Devozionale


La mia prima Festa della Mamma - Un giorno che avevo immaginato pieno di fiori e inondato di sentimenti positivi. Invece mi sono ritrovata ad ascoltare una confessione che avrebbe portato alla fine del mio matrimonio. Traumatizzata e sofferente, non sono stata in grado di prendermi cura della mia bimba per le 24 ore successive. I miei cari amici sono stati così gentili da tenermela per quella notte.


Quando sono andata a prenderla il giorno dopo, mi sono ritrovata seduta in un lago di lacrime sul tappeto del loro soggiorno a lamentarmi. "Ero la sua sposa. Ci siamo scambiati delle promesse. Avremmo dovuto crescere insieme i figli e avere dei nipoti. Avremmo interrotto il ciclo del divorzio nelle nostre famiglie. Saremmo dovuti invecchiare insieme."


Lei ascoltò compassionevolmente prima di fare un'osservazione. "Harmony, è come se ti fossi dipinta un quadro di come avresti voluto che fosse la tua vita. So che è dura, ma potrebbe essere giunta l'ora di metter da parte quella tela e lasciare che Dio ne dipinga una nuova."


Aveva ragione. Non solo soffrivo per la vita che conoscevo, ma anche per quella che avevo immaginato avremmo avuto. Sofferenza su sofferenza. La maggior parte di noi ha trascorso del tempo immaginando come sarebbero state le nostre vite. Dipingiamo delle tele nelle nostre teste che ritraggono matrimoni, figli, carriere, amicizie e a volte anche delle scadenze per tutte queste cose.


Queste visioni sono positive, ma cosa succede quando i nostri sogni e le nostre aspettative sono infranti dalle delusioni della vita? Dalla morte di una persona cara, dalla rottura di un matrimonio o dalla fine di una carriera? Come reagiamo? Ci arrabbiamo con Dio e reagiamo con amarezza? Ci promettiamo di non sognare più perché sperare fa troppo male? Oppure apriamo le nostre mani e lasciamo la tela delle nostre vite nelle Sue mani?


Anche io aveva dipinto una tela di come la vita sarebbe dovuta essere, ma ho scoperto che la mia tela non era conforme alla tela suprema che Dio stava dipingendo per me.


La fantasia può essere un'idolatria. Succede quando riponiamo la nostra fiducia in un'immagine scolpita dalle nostre menti. Può essere più facile riporre la nostra fiducia in qualcosa che possiamo vedere e controllare, che riporla in Dio che non possiamo né vedere, né controllare.


La vera relazione ed intimità può essere spaventosa. La guarigione può essere spaventosa. Queste cose richiedono fiducia e coraggio di camminare cono Dio lungo sentieri non famigliari in modi che non avremmo immaginato. Ma Dio, il nostro Dio, vuole portarci in questo viaggio. Renderà agevoli i cammini impervi e accenderà luci risplendenti dove non ce ne saranno.


Se permettiamo all'onda di luce di Dio di penetrare nei nostri cuori, può esporre la vera fonte del nostro dolore, in modo che la guarigione avvenga davvero. Solo allora saremo in grado di vedere chiaramente ciò che ci ha spinti a cadere nella fantasia. Solo allora saremo in grado di dare le tele delle nostre vite ad un Dio buono, sapendo che può fare infinitamente di più di quel che pensiamo o immaginiamo!