Logo YouVersion
Icona Cerca

Atti 7:20-51

Atti 7:20-51 ICL00D

In quel tempo nacque Mosè, un bambino straordinariamente bello. Per tre mesi fu allevato nella casa di suo padre. Ma quando fu abbandonato, la figlia del faraone lo raccolse e lo allevò come fosse suo figlio. Così Mosè imparò tutte le scienze degli Egiziani e divenne un uomo importante, sia per quel che diceva sia per quel che faceva. «Quando giunse all’età di quarant’anni, Mosè sentì il desiderio di conoscere la sua gente, il popolo d'Israele. Andò da loro e vide uno che veniva maltrattato da un Egiziano: lo difese e, per vendicarlo, uccise l’Egiziano. Mosè pensava che i suoi fratelli di razza avrebbero capito che, per mezzo di lui, Dio intendeva salvarli dagli Egiziani. Ma essi non capirono. Il giorno dopo si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e si dava da fare per metterli in pace. Diceva loro: Non sapete che siete fratelli? Perché vi insultate tra di voi? Ma colui che stava maltrattando il suo vicino lo respinse dicendo: Chi ti ha fatto capo e giudice sopra di noi? Vuoi forse uccidermi, come ieri hai ucciso quell’Egiziano? Sentendo queste parole, Mosè fuggì e andò ad abitare nella terra di Madian e là ebbe due figli. «Quarant’anni dopo, quando era nel deserto del monte Sinai, gli apparve un *angelo tra le fiamme di un cespuglio che bruciava. Mosè rimase stupito per questa visione, e mentre si avvicinava al cespuglio per vedere meglio, udì la voce del Signore che diceva: Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. «Tutto tremante, Mosè non osava alzare lo sguardo. Ma il Signore gli disse: Togliti i sandali, perché il luogo in cui stai è terra santa. Ho visto il mio popolo duramente maltrattato in Egitto, ho udito i loro gemiti e sono venuto a liberarli. Ora vieni: voglio mandarti in Egitto. «Quest’uomo, Mosè, è colui che gli Israeliti avevano rinnegato dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice?: proprio lui Dio ha mandato come capo e salvatore, per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel cespuglio. Egli li fece uscire dall’Egitto, facendo prodigi e miracoli in quel paese, nel Mar Rosso e nel deserto, per quarant’anni. Egli è quel Mosè che disse al popolo d'Israele: Dio farà sorgere un *profeta come me e sarà uno del vostro popolo. Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fece da intermediario tra l’angelo che gli parlava sul monte Sinai e i nostri padri. Egli ricevette da Dio parole capaci di dare la vita e le comunicò a noi. «Ma i nostri padri non vollero ascoltarlo, anzi lo respinsero e desiderarono ritornare in Egitto. Dicevano infatti ad *Aronne: Facci degli dèi che possano camminare davanti a noi, perché non sappiamo che cosa sia capitato a questo Mosè che ci ha condotto fuori dell'Egitto. E in quei giorni si fecero un vitello d'oro, offrirono sacrifici a quell’idolo e furono contenti di quanto avevano fatto con le loro mani. Allora Dio si allontanò da loro, li abbandonò a se stessi, e così adorarono gli astri del cielo come sta scritto nel libro dei Profeti: Voi, o popolo d'Israele, avete offerto vittime e sacrifici per quarant’anni nel deserto, ma non a me. Avete invece preferito la tenda di Moloc e la stella del dio Refàn: tutte immagini che vi siete fabbricati per adorarle! Perciò io vi castigherò e vi porterò al di là di Babilonia. «I nostri padri nel deserto avevano la *tenda dell'incontro, nella quale Dio parlava con Mosè. Dio stesso aveva ordinato a Mosè di costruirla secondo un modello che gli aveva indicato. Essa fu poi consegnata ai nostri padri ed essi, sotto la guida di Giosuè, la portarono con loro quando conquistarono la terra dei pagani che Dio mise in fuga davanti a loro. Così rimase fino ai tempi di Davide. «Davide ottenne il favore di Dio e chiese di poter costruire una casa per il Dio di Giacobbe. Ma fu il re Salomone che costruì una casa al Signore. Dio Onnipotente però non abita in edifici costruiti dalle mani dell'uomo. Lo dice anche il profeta: Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete mai costruirmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo? Non sono stato io a fare tutte queste cose? «Testardi! I vostri cuori sono insensibili e le vostre orecchie sorde. Voi vi opponete sempre allo Spirito Santo: come hanno fatto i vostri padri così fate anche voi.

Piani di Lettura e Devozionali gratuiti relativi a Atti 7:20-51