L’Avvento (Giorni 1-7): Spera in Dio fino a quando spunti il giorno e le ombre fuggano.Campione

Isaia 47-48
Il servo insincero, ribelle, e disattento
In Isaia 47, il profeta si rivolge a Babilonia per annunciare la sua caduta, raffigurandola come una donna bella, giovane, ricca e coccolata, su cui il Signore si prende la rivincita, ribaltando la sua situazione di lussuria e di vizio in miseria e vergogna. Dapprima, la donna sedeva su un trono; dopo, la ritroviamo a terra tra le ceneri e la polvere. Prima, veniva servita, ma poi si riduce a lavorare sodo sotto il sole nei ruscelli del mugnaio. Come ha fatto nel capitolo 45, il profeta ci invita a fare i conti con il Signore degli eserciti celesti, che farà vendetta per amore di Giacobbe, Suo servo. Vuoi contestare?
Nonostante Dio avesse strumentalizzato Babilonia per riabilitare il suo servo sordo, impaurito, inetto, smemorato e ostinato, i versetti seguenti chiariscono che i Babilonesi si erano approfittati di Israele lungo i settanta anni della sua cattività. Non mostravano misericordia agli Israeliti; anzi, facevano gravare duramente il loro giogo sugli anziani ebrei. Il versetto 7 svela il motivo della loro cattiveria: i Babilonesi non prevedevano che per loro ci sarebbe stata una brutta fine o che le loro scelte quotidiane potessero culminare in conseguenze non volute. Nell’intimo loro, credevano: “Nessuno mi vede ... ci sono solo io, e nessun altro fuori di me”.
Il Signore cambia destinatario nel capitolo 48, per parlare a Giacobbe che porta invano il Suo nome: Israele ha profanato il nome del Signore, mostrandosi insincero e ribelle nel servizio che gli è stato affidato. Il versetto 11 suggerisce che Dio è costretto “per amore di sé stesso” ad agire, perché il mondo aveva bisogno di un servo fedele, ma Giacobbe veniva meno alla sua chiamata, come evidenziato in Isaia 48:17-19:
“Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti, la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare, la tua discendenza sarebbe come la sabbia, il frutto del tuo seno come la sabbia del mare; il suo nome non sarebbe cancellato né distrutto davanti a me”.
Il capitolo 48 conclude la prima parte di questo studio, che ha sottolineato il fallimento di Israele nel servire Dio e il mondo come testimone. Immagino che noi oggi possiamo immedesimarci con la triste tendenza di Giacobbe a vacillare e deviare dai sentieri del Signore, che lo amava. Anche quando il servo si comportava da nemico di Dio, il Signore era deciso a portare a compimento il Suo piano per riscattare non solo Israele, ma anche le nazioni: ciò significa che, anche in tempi tenebrosi e alle fine delle nostre proprie forze, c’è una speranza salda nell’agire del Signore.
Riguardo questo Piano

Questa serie di tre piani biblici segue la stagione dell’Avvento che conta i giorni che mancano al Natale e ci insegna a sperare nel SIGNORE, persino in tempi tenebrosi e pieni d’angoscia. In questa prima parte dello studio, che copre i giorni 1-7, rifletteremo su Isaia 40-48, il cui tema è: “Il servo sordo, cieco, e muto”.
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Vorremmo ringraziare Insieme (Chiesa cristiana evangelica di Caselle Torinese) per aver fornito questo piano. Per maggiori informazioni per favore visita: https://www.insiemecaselle.it/









